Dorothy Circus Gallery

Oggi facciamo qualche domanda ad Alexandra Mazzanti, proprietaria della galleria d’arte Dorothy Circus Gallery

Alexandra ha portato per la prima volta sulle scene dell’arte contemporanea italiana artisti del calibro di Jonathan Viner, Ron English, Sas & Colin Christian, Camille Rose Garcia, Alex Gross, Joe Sorren, Tara Mc Pherson, James Jean, Travis Louie e molti altri.

Alexandra, quando e come hai deciso di aprire una galleria d’arte?

Sono cresciuta ascoltando mia madre suonare Brahms, tra montagne di vinili degli anni settanta e una bellissima collezione di pittura francese del Settecento e dell’ Ottocento di cui sceglievamo insieme ogni pezzo alle aste.
L’amore per l’arte è viscerale, atavico, ce l’ho nel sangue, ma ha toccato il suo apice con la scoperta del Pop Surrealismo e delle meraviglie pittoriche di Mark Ryden e Joe Sorren, che mi hanno fortemente emozionata.Così ho sognato di dare vita ad uno spazio “ai confini tra New York e Wonderland” nel quale esporre i capolavori del Pop Surrealismo che ho scoperto in California, una location che fosse adatta ad accogliere lo spirito surreale e onirico di questa corrente. I sogni si realizzano, così dal 2007 esiste un posto nel cuore di Roma dove ci si può immergere nel sogno anche solo per 10 minuti.

Che tipo di artisti esponi? 

Cosa deve avere un’opera d’arte, per trovare posto nella tua galleria?

La mia anima appartiene all’immaginario surrealista, ho approfondito lo studio del realismo magico e delle nuove tendenze dell’arte figurativa appassionandomi al nuovo surrealismo internazionale, dal quale scelgo gli artisti a mio avviso più interessanti. I requisiti essenziali sono sicuramente l’originalità, ed una tecnica ineccepibile.

Come vedi l’importanza dell’arte e della sua esposizione al pubblico, in tempi come i nostri?

Seppure ritenga fondamentale la rete per la diffusione delle immagini e delle notizie è fuori discussione che l’opera d’arte vada vista dal vivo per essere compresa e suscitare emozioni.

Proprio in tempi come I nostri che corrono troppo velocemente è importante potersi fermare difronte ad un dipinto per stabilire un contatto con la propria emotività.

Per la tua esperienza, l’arte raffigura sempre l’artista?

Quasi sempre, è raffigurato l’immaginario dell’artista e la sua percezione del mondo.

Cosa cerchi di offrire al pubblico, come proponi la tua galleria e cosa propone, la tua galleria?

Il concept curatoriale della galleria è proporre eventi espositivi dedicati a temi specifici, aprendo l’orizzonte oltre la dimensione esclusivamente pittorica e coinvolgendo l’arte nei suoi molteplici aspetti in un confronto tra musica, letteratura e costume.
Ho voluto creare una galleria “diversa”, nata dall’esigenza di dare vita ad uno spazio espositivo vivace ed accattivante, le pareti di velluto rosso ed il pavimento nero, le sculture a gettata assieme a Toys d’autore rimandano alle atmosfere magiche del circo e della fiaba.


La Dorothy del Mago di Oz ha ispirato il nome della galleria, perché mi riconosco per grinta e sfacciataggine nel personaggio creato da L. Frank Baum; il circo è invece la metafora della vita, in cui si può ritrovare una realtà grottesca e commovente al tempo stesso, ma anche della fantasia e dei suoi giochi mirabolanti, come è nella favola di Dorothy.

Questi i prossimi appuntamenti con la Dorothy Circus Gallery:

QUI la pagina con l’elenco degli appuntamenti della Galleria

https://www.facebook.com/pages/Dorothy-Circus-Gallery/143625957148?sk=wall

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